Simbologia

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I simboli e le metafore sono usati sino da che esiste l’uomo non solo per rappresentare ciò che non poteva essere espresso con le parole (es; dio, la vita, la sofferenza) ma anche per dare suggerimenti, condividere emozioni, suscitare un ascolto creativo.
Pensiamo agli aforismi e ai proverbi, ma anche alle opere architettoniche o ai dipinti: sono diventati il sistema per condividere immediatamente un messaggio anche con chi   non aveva la competenza sufficiente per leggere o intendere discorsi complicati. Un edificio particolarmente alto, uno sguardo severo, un oggetto di cui non vedevi la fine diventava immediatamente un segno di potenza e di dominio, senza bisogno di spiegazioni.
Una cultura può così condividere e tramandare alle generazioni future le proprie tradizioni e il proprio modo di intendere la società, la vita e la morte, gli amici e i nemici, attraverso i dipinti, le sculture, le favole, le leggende, o con la costruzione di totem, piramidi, e palazzi.

Certamente, molte cose sono entrate in contraddizione nel corso della storia, ad esempio aforismi e proverbi possono significare tutto e il suo contrario, ma a noi non interessa scoprire la verità assoluta, ammesso che esista, ma trovare il miglior modo per liberare l’espressione di ciò che veramente siamo in un dato momento, usando i simboli che sono dentro di noi e che possono essere contemporaneamente vincoli e risorse.

tarocchi jodorowski

Un esempio che mi piace particolarmente è quello dei tarocchi, carte di enorme simbolismo che sono purtroppo state mercificate e utilizzate con uno scopo commerciale da maghi e cartomanti. In realtà non dovrebbero proprio essere usate per predire il futuro o per chissà quali finalità magiche, ma per operare un’indagine sui significati che più remotamente abbiamo nella nostra coscienza e sui limiti e sulle possibilità che possiamo modificare o sfruttare. Un po’ come un DNA psicologico, trasmesso non dalla biologia in senso stretto ma dalle tradizioni e dai funzionamenti di una famiglia o di una società. Conoscerci meglio può quindi servirci ad evitare gli auto-inganni che ci facciamo e sfruttare invece le risorse più o meno nascoste. E quindi immaginare e non predire il futuro, per modificarlo e non per soggiacere ad esso.

Per saperne di più:

C. Casula: Giardinieri, principesse, porcospini. Metafore per l’evoluzione personale e professionale. Franco Angeli.

A. Jodorowski e M. Costa. La via dei tarocchi. Feltrinelli.